Torna in scena la “Santa” di Roberto Zappalà

A. semu tutti devoti tutti?

A dieci anni dal debutto torna in scena a Catania, dal 6 al 10 febbraio al Teatro Verga, lo spettacolo firmato da Roberto Zappalà dal titolo A. semu tutti devoti tutti?

Una produzione del 2009, terza tappa del progetto “re-mapping Sicily”, in cui il coreografo siciliano partendo dalla figura di Sant’Agata indaga il rapporto che oggi si ha con il sacro, la religione e la religiosità.

Fonte: scenariopubblico.com

Lo spettacolo

La festa in onore della Santa catanese e l’immensa processione a lei dedicata, fra le più grandi nel mondo cattolico/cristiano, è lo spunto da cui Roberto Zappalà prende le mosse per indagare il profondo e inestricabile senso di appartenenza tra città – popolo – santa, per poi approdare a qualcosa di più. Una narrazione che non si serve di aneddoti ma di simboli, depurati e trasformati come solo il linguaggio della danza sa fare, che creano uno scenario contemporaneo dove trovano spazio numerosi contrasti e cortocircuiti.

In una scena circondata da pareti piene di reggiseni bianchi, che ricordano il martirio della Santa, sette danzatori danno vita ad una danza potente e d’effetto, tutta al maschile, che alterna sequenze rapide, ossessive e quasi isteriche a momenti rallentati in cui il corpo nudo di Agata viene preso, innalzato, rovesciato in un’ interminabile ed estenuante processione.

Non c’è confine tra rito e parata, tra spiritualità e fisicità, in questo spettacolo che accosta l’adorazione della Santa all’inno del Catania. Con l’allontanarsi della processione e la Santa posta di spalle, come per non guardare, in un punto in alto della scena, sembra infatti esaurirsi quello stato di ipnosi e i devoti-società danno l’impressione di essere travolti da carica rabbiosa che trasfoma tutto in un gioco infinito di lotta e sopraffazione.

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